Nella sua definizione e realizzazione, il Progetto di Vita diviene così un processo dinamico capace di adattarsi alle necessità delle persone che mutano nelle diverse fasi della vita,  garantendo continuità nei processi. La sua costruzione non è mai fatta da una persona sola. E’ frutto di un’interazione fra più persone: la persona con disabilità, la sua famiglia e chi l’ha in carico. Avremmo perciò aspetti espressi, aspetti rilevati e condivisi.

L’elaborazione di progetto di vita spinge a conoscere la storia di vita della persona e ad individuarne la fragilità, i bisogni e le priorità in questo momento. Ci porta a riconoscere capacità, abilità, interessi che potrebbero o dovrebbero essere sviluppati.

La nostra quotidianità porta a dare per scontato tante necessità, tanti aspetti, interessi che spesso non riconosciamo come bisogni. Dal punto di vista delle persone con disabilità, il fatto di convivere con i genitori conduce spesso ad escludere alcuni aspetti di vita adulta come, per esempio, il riordino/pulizia della casa, fare il bucato, la spesa, i trasporti, avere un amico con cui chiacchierare, leggere insieme un libro, uscire per una passeggiata o essere accompagnati a scuola o al lavoro.

il Progetto di Vita viene promosso dall’Ente che lo ha elaborato insieme alla persona con disabilità, dalla persona stessa quando ciò è possibile o con la famiglia.  Il progetto di Vita non deve risultare un mero atto amministrativo, bensì un percorso educativo finalizzato alla qualità della vita della persona e alla autodeterminazione.

All’interno del Progetto dovranno risultare le caratteristiche della persona, difficoltà, fragilità, abilità in relazione alla fase del ciclo di vita, informazioni sulle funzioni e attività legate all’autonomia, se la persona è in grado di fare da sola, se necessità di supervisione, supporto o se deve essere sostenuta totalmente.

All’interno del progetto dovranno essere riportate le reti formali ed informali che supportano la persona con disabilità, la situazione abitativa e familiare, nonché le entrate e le uscite finanziarie necessarie.

Avere consapevolezza di tutto ciò, porta a prendere in mano la nostra vita di persone con disabilità e da attori diventiamo registi.

I finanziamenti nazionali per i progetti di vita indipendente e dopo di noi ha dato così la possibilità ai servizi pubblici e alle persone di cominciare a pensare e progettare il proprio futuro. Per alcuni è stata la tanto attesa spinta che ha permesso o permetterà di fare il gran passo, con interventi che normalmente i servizi territoriali non erogano oppure interventi al di fuori di realtà appartenenti alla rete dei servizi accreditati a livello regionale o comunale: ad esempio per adattare immobili alle proprie esigenze, attivare borse lavoro o tirocini socializzanti o percorsi educativi di inclusione sociale, sperimentazioni di percorsi di vita adulta in appartamenti protetti.